GIACIMENTI MARMIFERI

Caratteristiche litologiche – Dati tecnici – Tipologie

 

 

            Il territorio in cui ricadono i giacimenti marmiferi di Apricena è rappresentato dal terrazzo più basso del Gargano che costituisce l’estrema propaggine nord – occidentale del Promontorio.

            Le formazioni sono costituite da calcari di origine in gran parte chimico-sedimentaria e subordinatamente organogena o bioclastica, nettamente stratificati in banchi di spessore variabile da 0,30 a 5,00 m, talora con interstratificazioni di argilla verdastra o giallastra, fortemente compressa ed a luoghi scagliosa. Esse hanno rappresentato, in passate ere geologiche, depositi calcari in mare basso.

            Sono calcari a tessitura compatta, od oolitico – pisolitica e con frattura subconcoide o scheggiosa. Le condizioni di giacitura dei calcari sono caratterizzate da una direzione dei banchi prevalente est – ovest, con immersione a sud, inclinati da 5° a 20°.

            Le formazioni sono interessate da dislocazioni dovute a movimenti tettonici (faglie). Strappi e “peli” intersecano i banchi. All’esame in sezione sottile si notano microfossili in diverse associazioni: Foraminiferi, ostracoldi, oftalminidi, alghe, gasteropodi, ecc.

            I giacimenti marmiferi sono compresi pressoché interamente nel Giurese Superiore e Cretaceo Inferiore. Le cave attive sono nelle località Casa di Campo, Canale o Vallone dell’Elce, Rodisani, Tre Valli, Panza, Murgette, Montaguto, San Sabino (o “Tre Fosse”), Copacchie. Un esiguo lembo ricorre nel Cretaceo Superiore (Turoniano in loc. Copacchie, non distante da Cimitero, a contatto dei tufi calcarei e si distingue dal primo per il colore giallastro chiaro o “paglierino del calcare.

 

            L’estensione superficiale del bacino marmifero di Apricena è stata valutata, escluse le aree più intensamente tettonizzate, nell’ordine di 800 ha.

            La composizione dei calcari è costituita prevalentemente da carbonato di calcio (circa 96%) di calcite e dolomite, con tracce di elementi secondari, rappresentati da ossido di ferro (che conferisce una colorazione rossastra alle impregnazioni e giunzioni “stiloliti” di materiale) e di manganese, (che conferisce una colorazione nera alle sopraddette impregnazioni), ossido di alluminio, biossido di silicio, ossido di sodio, ecc. e residui insolubili.

 

            Il peso di volume (peso specifico apparente) risulta in media, in gr/cmc, di 2,65 mentre il peso specifico reale è di 2,71.

            Il grado di compattezza riferito al volume, è pari in media a 0,98 (valore piuttosto elevato). Il dato è molto importante in quanto classifica questi marmi, tra quelli più compatti, dimostrando che hanno condizioni di struttura e d’omogeneità particolarmente ragguardevoli. Il carico di rottura a compressione assiale è di di 1650 Kg/cmq in media. Alle prove di rotolamento (su campione di pietrisco in pezzatura variante da 20 a 60 mm) dopo 1000 giri nell’apposito apparecchio rotante hanno dato uno scarto medio pari all’11,6% del peso del materiale sperimentato. La resistenza a flessione è dell’ordine di 150 Kg/mq. Il coefficiente di porosità è dell’ordine di 0,020, mentre quello di imbibizione tra 0,30 e 0,74.

Il loro comportamento alle prove di resistenza ed al grado di compattezza riferito al volume non può che fare considerare questi “marmi” da lato merceologico materiali di pregio adatti non soltanto per interni ma anche per esterni. Le tipologie dei “marmi” più significativi, dal punto di vista commerciale rappresentati da propri caratteri strutturali e cromatici, sono: “Biancone”, “Fiorito Adriatico”, “Filettato”, “indagato”, “Silviabella”, “Bronzetto”, Serpeggiante” (scuro o chiaro), “Rosso Italia”. Le diverse tipologie sono venate con filettature caratteristiche, giallastre o rossastre, di solito concordanti con le stratificazioni. I colori sono dal bianco lattiginoso all’avorio, giallastri, grigi, rosati, rossastri e marroncini.  

Estratto da: I “MARMI DI APRICENA a cura dell’Amministrazione Comunale di  Apricena (Foggia)