Il
primo portale dedicato al
Marmo e alla Pietra di Apricena
Estratto dal catalogo della mostra edito dalla Pitagora 2C di Bari a cura di Domenico Potenza
Pietra, progetto, prodotto.
Di Domenico Potenza -
Laboratorio Progetto Cultura
Pietra,
quella di Apricena, un vasto comprensorio della Capitanata, primo polo estrattivo
del Meridione che, per quantità di materiale coltivato, invidia soltanto la più
storica tradizione apuana… qualcuno la chiama marmo, a ragione, per la sua lucidabilità;
ma la liricità del termine pietra meglio interpreta la forza che questo materiale
esprime nella capacità di raccontare la storia dell'uomo e della sua volontà di
piegare la natura alle necessità dell'artificio.
Ad Apricena la pietra si
trova dappertutto; nelle cave, nelle strade e nelle piazze, nelle fontane e nei
portali, nei palazzi e nelle case, seppur non se ne colgono le valenze qualitative,
se non in qualche lavorazione datata e che ormai guardiamo, ahimè drammaticamente,
con attonita nostalgia.
Da tempo invece si avverte la necessità di un atto
creativo, capace di stimolare nuovi accadimenti, indispensabile per guardare con
rinnovato spirito di attenzione i luoghi, le ragioni, ed il senso delle trasformazioni
in atto. Non è più possibile infatti pensare alla crescita del territorio senza
la consapevolezza dei meccanismi che ne regolano la modificazione, governare uno
sviluppo senza la individuazione di un programma, realizzare un'idea senza la
prefigurazione di un progetto.
Progetto, quello degli studenti del corso
di Disegno Industriale e della loro capacità di legare il momento della creazione
alle necessità di una possibile realizzazione, obiettivo indispensabile per fornire
il pensiero delle ragioni di una praticabile concretezza.
Da un uso propriamente
spontaneo della pietra siamo infatti definitivamente approdati, negli ultimi anni,
ad un impiego colto del materiale, capace di restituire in maniera più appropriata
i significati del proprio linguaggio espressivo, maggiormente legato alle tecniche
contemporanee di trasformazione e di controllo del processo produttivo. Diventa
quindi fondamentale il rapporto tra la richiesta di soddisfacimento delle nuove
esigenze e le opportunità di trasformarle in occasioni di diffusa ricostruzione
della qualità di quanto ci circonda. Tutto questo sottolinea la centralità del
processo progettuale nella ricerca di un possibile compromesso di tutte le variabili
in gioco.
Dalla vocazione naturale dei materiali alle potenzialità della loro
utilizzazione, dalle difficoltà di lavorazione alle tecnologie della trasformazione,
dalle limitazioni di tipo economico alla valorizzazione dei caratteri creativi,
il progetto si presenta come l'irrinunciabile strumento per mettere in ordine
la complessità dei meccanismi che regolano la realizzazione del prodotto.
Prodotto, quello auspicabile, delle aziende locali, nella speranza di un radicale
cambiamento di rotta che sappia guidare la piccola imprenditoria nata nell'ultimo
decennio al grande salto di una qualità progettata del prodotto. Per troppo tempo
infatti il mercato della Pietra di Apricena ha sviluppato la sola commercializzazione
del materiale estratto, lasciando ad altri ed altrove il cospicuo guadagno realizzato
con il processo di trasformazione dei materiali del luogo; appagati dai residui
di una lavorazione sufficiente a soddisfare la domanda locale ed in piccola parte
della richiesta di esportazione, spesso limitata ai materiali semilavorati.
Tutto questo ha determinato, negli anni, la ricchezza di pochi - i grandi industriali
dell'estrazione che esportano la maggior parte della pietra estratta - ed il sacrificio
di molti - le piccole aziende di trasformazione che non godono il privilegio della
lavorazione dei materiali migliori - caratterizzando l'appiattimento dell'intero
processo produttivo anche in assenza di quei capitali d'investimento che, concentrati
unicamente nel mercato della vendita del solo materiale estratto, frenano lo sviluppo
di una più estesa lavorazione in loco. Da più parti ormai si auspica una sostanziale
inversione di tendenza nella direzione di una immediata crescita della capacità
di produzione delle aziende locali, sicuri della potenzialità complessiva del
settore ma convinti anche della necessità di costruire una nuova cultura imprenditoriale
capace di recepire "il contributo della ricerca per la crescita del territorio",
nella consapevolezza della preziosità del materiale, ma soprattutto nella convinzione
dell'indispensabilità del progetto per la costruzione di una qualità del prodotto.